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Il particolato aerodisperso è costituito da tutte quelle particelle solide, liquide e aerosol di diametro e di peso tali da rimanere sospese nell’aria. Le particelle con un diametro fino a 10 micrometri vengono chiamate PM10, quelle con un diametro fino a 2.5 micrometri vengono denominate PM2.5. |
Il particolato aerodisperso è di origine naturale (erosione, eruzioni vulcaniche, pollini e spore) ed antropica (combustioni per la produzione d’energia per il riscaldamento, trasporti, industrie, cantieri edili).
Negli ambienti indoor il particolato proviene principalmente dal fumo di sigaretta, dalle fonti di combustione, dall’ambiente esterno, dagli spray, dalla cottura degli alimenti, da batteri, spore e pollini e dalle attività degli occupanti.
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Valori di riferimento relativi all’aria esterna:
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Il D.M. n. 60 del 02/04/02 ha stabilito diversi valori limite per il PM10 da raggiungere in 2 fasi. Entro il 01/01/2005: - 50 µg/m3 come media delle 24 ore da non superare più di 35 volte l’anno; - 40 µg/m3 come media annuale. Entro il 01/01/2010: - 50 µg/m3 come media delle 24 ore da non superare più di 7 volte l'anno; - 20 µg/m3 come media annuale.
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L’US. EPA National Ambient Air Quality Standards indica come limiti per il PM10 il valore pari a 150 µg/m3 in un giorno; per il PM2.5 i valori 15,0 µg/m3 in un anno e 35 µg/m3 in un giorno.
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L’OMS ha indicato i seguenti valori guida (“Air quality guidelines for particulate matter, ozone, nitrogen dioxide and sulfur dioxide”, WHO, 2006):
- PM2.5: 10 µg/m3 come media annuale e 25 µg/m3 come media giornaliera; - PM 10: 20 µg/m 3 come media annuale e 50 µg/m 3 come media giornaliera.
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