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Il fenomeno comunemente definito “inquinamento elettromagnetico” è legato alla generazione di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici artificiali, prodotti da impianti realizzati per trasmettere informazioni attraverso la propagazione di onde elettromagnetiche (impianti radio-TV e per telefonia mobile), da impianti utilizzati per il trasporto e la trasformazione dell’energia elettrica dalle centrali di produzione fino all’utilizzatore in ambiente urbano (elettrodotti), da impianti per lavorazioni industriali, nonché da tutti quei dispositivi il cui funzionamento è subordinato a un’alimentazione di rete elettrica (tipico esempio sono gli elettrodomestici). |
È possibile classificare i CEM a seconda della frequenza:
- Campi statici (0 Hz);
- Campi di frequenza estremamente bassa (ELF), (da >0 a 300 Hz);
- Campi a frequenza intermedia (IF), (da >300 Hz a 10 MHz);
- Campi a radiofrequenza e microonde, (da >10 MHz a 300 GHz). |
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DPCM dell’ 8 luglio 2003: “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz)generati dagli elettrodotti
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DPCM dell’ 8 luglio 2003: “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz”.
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Legge Quadro n. 36 del 22 febbraio 2001: “Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici”.
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DM 10 settembre 1998, n. 381: “Regolamento recante norme per la determinazione dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana”
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DPCM 28 settembre 1995: “Norme tecniche procedurali di attuazione del DPCM 23 Aprile 1992 relativamente agli elettrodotti”.
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DPCM del 23 aprile 1992: “Limiti massimi di esposizione ai campi elettrico e magnetico generati alla frequenza industriale nominale (50 Hz) negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno”. |
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I CEM producono effetti diversi sui sistemi biologici quali cellule o gli esseri umani, in funzione della loro frequenza ed intensità. Gran parte degli effetti provocati dall’esposizione ai CEM derivano da due meccanismi principali: il riscaldamento dei tessuti e l’induzione di correnti elettriche. Il meccanismo dominante e eventualmente responsabile dell’effetto negativo, varia a seconda della frequenza del CEM. |