Inquinamento indoor nei mezzi di trasporto
I mezzi di trasporto rappresentano un ambiente confinato dove spesso si trascorre una parte considerevole della giornata. Dati alla mano, il tempo speso nei trasferimenti rappresenta un tempo non trascurabile se si considera che in Italia il 41,2 % della popolazione (dati ISTAT, 2001) dichiara un tempo superiore ai 15 minuti per i trasferimenti da casa al luogo di lavoro o di studio. Sempre secondo le statistiche ISTAT, In Italia, nel 2001, il 79,9% delle persone usa i mezzi di trasporto motorizzati per recarsi sul luogo di lavoro o di studio, mentre solo il 16,8% lo fa a piedi. Il mezzo di trasporto più usato è l’automobile (58,6%), mentre poco utilizzato è il trasporto pubblico urbano ed extraurbano (13,1%). Nella valutazione degli effetti dell’inquinamento negli ambienti confinati un aspetto rilevante è costituito dall’esposizione, ossia la concentrazione integrata per il tempo. Ben si comprende come il fattore “tempo trascorso”, quindi, assuma un ruolo determinante. Mentre si viaggia, è facile pensare che la struttura del mezzo possa offrire una sorta di protezione per gli occupanti del veicolo dagli inquinanti dell’aria; in realtà, gli studi degli ultimi anni dimostrano che l’interno dell’abitacolo potrebbe essere caratterizzato da una scarsa qualità dell’aria. Fattori come situazioni di elevato traffico, condizioni climatiche, vicinanza a tubi di scarico provenienti da motori diesel o da vecchi modelli veicolari, uniti a cattive abitudini degli occupanti (fumo di tabacco, scarsa ventilazione), possono determinare l’accumulo di inquinanti nei mezzi di trasporto. In tali condizioni, alcuni di questi possono risultare con un livello di concentrazione maggiore all’interno del veicolo di quanto non ne abbiano nell’aria esterna in prossimità della stazione di monitoraggio. Le fonti di inquinamento che provengono dall’ambiente esterno determinano una miscela tossica di gas, aerosol e particolato, quasi esclusivamente derivati della combustione dei motori a benzina o diesel, che include: il benzene (un noto cancerogeno), il monossido di carbonio (che interferisce con la capacità del sangue di trasportare ossigeno), il particolato aerodisperso (che alcuni studi hanno associato con l’aumento del tasso di mortalità), ossidi di azoto e altre sostanze chimiche pericolose. I vari tipi di inquinanti analizzati hanno in generale livelli di concentrazione tali da essere considerati nocivi per la salute dell’uomo.
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