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Ambienti confinati e salute

Negli ambienti confinati non industriali i fattori inquinanti, nel loro complesso, sono presenti per lo più in concentrazioni tali che, pur non determinando effetti acuti (che si manifestano come conseguenze di livelli eccezionalmente elevati), sono tuttavia causa di effetti negativi sulla salute dell'uomo.
A volte può essere difficoltoso individuare il rapporto causa-effetto, poiché spesso i sintomi non sono specifici e gli inquinanti responsabili di uno stesso effetto possono essere più di uno. Inoltre vi è una considerevole incertezza circa le concentrazioni o i periodi di esposizione necessari a generare problemi di salute specifici. In aggiunta, capita che numerosi effetti si manifestino grazie ad una contemporanea presenza di stress, pressioni lavorative, fattori di origine stagionale; inoltre la risposta degli individui all’esposizione di uno stesso inquinante può variare a seconda delle diverse condizioni o del diverso grado di suscettibilità personale.
Le conseguenze dell’esposizione agli inquinanti indoor possono essere distinte in effetti immediati o a lungo termine.

Gli effetti immediati si possono rivelare dopo una singola esposizione o dopo esposizioni ripetute. Questi includono irritazione degli occhi, del naso e della gola, nausee, emicranie, capogiri e affaticamento. Tali effetti immediati sono solitamente di breve durata e comunque curabili. A volte il trattamento consiste semplicemente nell’allontanamento dalla fonte d'inquinamento, se può essere identificata. Gli inquinanti dell'aria agiscono prevalentemente sull'apparato respiratorio che è la prima via di contatto e di assorbimento. Alcuni inquinanti chimici possono agire come irritanti primari delle vie aeree, altri, dotati di elevato potere ossidante (ozono o ossidi di azoto), possono determinare un abbassamento della soglia di reattività bronchiale aspecifica, attraverso l'induzione di un processo infiammatorio. Sia le sostanze chimiche che quelle biologiche sono in grado di interagire con il sistema immunitario potenziandone o sopprimendone la risposta. Nel primo caso si possono riscontrare patologie allergiche, quali asma, rinite e alveolite allergica estrinseca causate soprattutto dai fattori biologici ad alto peso molecolare, ma anche da agenti chimici, che si comportano come antigeni. Nel secondo caso (immuno-depressione) la conseguenza può essere una aumentata suscettibilità ad agenti infettivi o una ridotta sorveglianza antitumorale; va tuttavia sottolineato che, alla luce delle conoscenze attuali, benché molte sostanze possano essere chiamate in causa al riguardo, i dosaggi necessari sono molto superiori a quelli riscontrabili nelle abituali condizioni di vita.

Gli effetti a lungo termine, invece, possono rivelarsi o dopo un lungo e ripetitivo periodo di esposizione, o dopo alcuni anni rispetto a quando l’esposizione è avvenuta. Questi effetti, che includono alcune patologie respiratorie, cardiache e cancerogene, possono essere severamente debilitanti o mortali. È dunque importante provare a migliorare la qualità dell'aria all'interno degli edifici, anche se i sintomi possono sembrare non preoccupanti.

Non vi è dubbio che la qualità dell’aria confinata deve essere considerata un vero problema di sanità pubblica, in quanto determina un impatto sulla popolazione in termini non solo di effetti sanitari e costi diretti per l’assistenza medica, ma anche di ordine economico generale.