Abiti
Gli abiti possono contribuire ad una scarsa qualità dell’aria indoor in diversi modi. Come tutti i tessuti, si tratta di materiale che può assorbire e rilasciare sostanze chimiche e inquinanti trovati nell'aria, come ad esempio i composti organici volatili (VOC) e gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e sostanze allergeniche. Inoltre gli indumenti possono contenere formaldeide, utilizzata nei trattamenti di stampa dei tessuti. Un altro agente tossico è il percloroetilene utilizzato nel lavaggio a secco delle tintorie: si tratta di un potente solvente, pericoloso per l’ambiente e nocivo per l’uomo. Può causare problemi di salute quali irritazione degli occhi, pelle, naso, gola, apparato respiratorio, nausea, mancanza di coordinazione, emicrania, arrossamenti della pelle, a danni al fegato; è anche un possibile cancerogeno. I detersivi e gli ammorbidenti usati nel lavaggio dei vestiti possono contenere altri prodotti chimici che innescano allergie o causano problemi di salute. Altri tipi di inquinanti veicolati dagli abiti sono rappresentati da possibili allergeni come: gli acari della polvere, che si nutrono delle microscopiche scaglie della nostra cute (forfora e pelle desquamata) e possono, quindi, vivere sui vestiti se non puliti regolarmente; la forfora degli animali domestici, che può essere trasportata nelle scuole, nei centri di cura e negli uffici tramite i vestiti dei proprietari dell'animale.
Accorgimenti
- Aerare gli indumenti lavati a secco prima di riporli negli armadi per limitare l’esposizione al percloroetilene e ad altri solventi nocivi.
- Evitare l’utilizzo di naftalina e canfora, preferendo l’uso di sostanze naturali.
- Nel caso di soggetti allergici, sistemare gli abiti nell’armadio solo se puliti e mantenere all’interno dei luoghi confinati livelli di umidità tra il 40 e il 60%.
- Non appendere il bucato all'interno delle abitazioni per evitare alti livelli d’umidità.
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