Fumo di tabacco ambientale
Si parla di fumo di tabacco ambientale o di fumo passivo (ETS o Environmental Tobacco Smoking) in riferimento alla respirazione del fumo prodotto dalla combustione dei prodotti a base di tabacco come sigarette, sigari e pipe. Il fumo di tabacco ambientale è costituito dalla miscela del fumo espirato dal fumatore (main stream) e di quello proveniente direttamente dalla sigaretta (side stream). Nel 1986 la IARC (International Agency for Research on Cancer) in base ad una serie di dati epidemiologici, identificò il fumo passivo come possibile agente cancerogeno per il polmone. Successivamente nel 1992, l’U.S. Environmental Protection Agency (EPA), analizzando gli studi pubblicati fino a quel momento, classificò il fumo passivo come cancerogeno di classe A, cioè un cancerogeno umano noto. Nel 2002 la IARC inserì il fumo passivo nella lista degli agenti cancerogeni del gruppo 1. Il fumo passivo quindi non è soltanto sgradevole, ma può provocare gravi danni alla salute come malattie cardiovascolari, ischemie, patologie respiratorie, tumore. I bambini costituiscono una categoria di persone maggiormente a rischio tra i non fumatori esposti parecchie ore al giorno al fumo passivo. Per quel che riguarda il fumo attivo invece, i rischi sono conosciuti e ben documentati da molti anni; la IARC lo ha però inserito nel gruppo 1 delle sostanze cancerogene per l’uomo solo nel 2002. Attualmente il fumo attivo è considerato una delle maggiori cause di morbilità e mortalità nel mondo per la cancerogenità polmonare, per le patologie cardiovascolari e per le patologie respiratorie.
Accorgimenti:
- Evitare di fumare negli ambienti confinati.
- Aerare e ventilare adeguatamente, anche se non è sufficiente a ridurre i rischi.
- Non fumare in presenza di bambini e donne in gravidanza.
- Non fumare all'interno degli autoveicoli, specialmente se sono presenti bambini.
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