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Pareti, pavimenti e soffitti

I materiali utilizzati per la costruzione e la rifinitura delle pareti, dei pavimenti e del soffitto possono essere responsabili di alcune problematiche associate all’inquinamento degli ambienti confinati, come ad esempio l’emissione di sostanze chimiche provenienti da vari tipi di materiali, la presenza di amianto, la comparsa di umidità.

  • Se l'acqua o in generale l'umidità si viene ad accumulare sul soffitto, sulle pareti o sotto la pavimentazione, gli agenti inquinanti biologici quali muffe e batteri possono iniziare a crescere e proliferare. Per eliminare il problema sarà dunque necessario ripulire il soffitto o le pareti nei punti in cui gli agenti biologici si sono accumulati o eliminare la pavimentazione nella zona interessata. 
  • L’amianto può essere trovato in alcune tipologie di materiali di rifinitura del pavimento, delle pareti e anche del soffitto. Infatti in passato l'amianto veniva usato nei pannelli per l'isolamento termico e acustico, in alcuni tipi di pavimentazioni o spruzzato sulle pareti e sui soffitti come materiale di rifinitura. L'unico modo per sapere se l’amianto è presente è esaminare queste tipologie di materiali. Comunque solo in caso di materiale degradato, friabile o danneggiato, c’è la possibilità di rilascio di fibre altamente dannose per la salute. È dunque obbligatorio non smerigliare, perforare o raschiare i materiali contenenti amianto.
  • Alcuni materiali per pareti, pavimenti e soffitti possono contenere sostanze chimiche (ad esempio formaldeide e VOC) e, una volta installati, emettere tali inquinanti con un contributo negativo sulla qualità dell’aria indoor. Alcuni di questi materiali sono porosi ed assorbenti e possono intrappolare sia odori che prodotti chimici derivati da altre attività e materiali di costruzione, per essere ri-emessi successivamente. Per risolvere questo problema nel caso di nuove costruzioni o di ristrutturazione, sarebbe buona norma applicare i materiali porosi dopo che processi quali tinteggiatura, applicazione di materiale adesivo o solventi e pavimentazioni siano già stati eseguiti e non ci siano più vapori dispersi.

Rivestimenti resilienti – Comprendono una serie di prodotti composti principalmente di PVC, linoleum, gomma.
I composti in PVC, generalmente, non sono composti dalla sola forma polimerica del polivinil cloruro, ma anche da altre sostanze additive quali i plastificanti, gli stabilizzanti, gli antimicotici e antibatterici, i pigmenti per la colorazione e gli additivi specifici, quali lubrificanti e agenti ritardanti di fiamma; questi determinano grandi emissioni di sostanze tossiche e conferiscono al PVC le caratteristiche di inquinante indoor. I prodotti in PVC, inoltre, a volte possono contenere il cloruro di vinile in forma monomerica che, a differenza di quella polimerica (PVC), è una sostanza altamente tossica e cancerogena.
Il linoleum è un materiale di tipo “naturale” poiché è costituito da polvere di sughero, olio di lino, resina e farina di legno. Bisogna in ogni modo prestare attenzione a questo tipo di rifinitura poiché, a volte, avviene il mescolamento con alcuni agenti tossici come sostanze plastiche, resine viniliche, ecc., che sono fonti di VOC e formaldeide; inoltre i prodotti chimici in associazione con l'olio di lino producono odori molto forti.
Insieme ad altri materiali utilizzati per le rifiniture del pavimento come parquet e moquette, la maggior parte dei nuovi materiali di rifinitura interna è considerata fonte di emissione dei VOC per un certo periodo di tempo dopo l'installazione. Gli adesivi usati per la posa in opera ed i prodotti utilizzati per il mantenimento della pavimentazione resiliente (pulitori, lucidanti, rivestimenti, ecc.), possono essere anche loro una fonte di emissioni di VOC. Queste emanazioni possono essere ridotte significativamente, anche se non completamente eliminate, nelle 72 ore successive l’applicazione, con una adeguata ventilazione.
Inoltre in vecchi tipi di pavimentazione potrebbe essere presente anche l’amianto.

Rivestimenti in legno – Anche i pavimenti in legno possono essere considerati fonti di inquinamento indoor se composti da strati di legno compresso rivestiti da laminato (emissione di formaldeide) o a causa delle sostanze usate per la rifinitura. Colle, vernici e altri materiali in genere utilizzati possono emettere grandi quantità di VOC nell'aria.

Accorgimenti

  • Utilizzare adesivi e rivestimenti a bassa emissione di VOC per minimizzare il carico di inquinamento dell’aria ed i rischi per la salute sia degli installatori che degli occupanti.
  • Richiedere all'installatore di usare la minima quantità di adesivo necessaria per ottenere le specifiche prestazioni per quel prodotto. Alcuni materiali come le mattonelle di gomma ad incastro e il linoleum pesante possono essere posati senza adesivo.
  • Dopo che il rivestimento è stato installato aerare il locale per almeno 72 ore. 
  • Preferire vernici ad acqua per le rifiniture di pareti, pavimenti e soffitti.

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Materiali per isolamento termico ed acustico – Esistono alcuni problemi relativi alla qualità dell’aria indoor che possono essere associati con i materiali usati per l’isolamento termico degli edifici: problemi relativi all’amianto, all’emissione di sostanze chimiche (in particolare composti organici volatili e formaldeide), ma anche relativi all’umidità.
Per l'isolamento e l'impermeabilizzazione si dovrebbero evitare il più possibile i materiali sintetici come i pannelli in polistirolo, quelli in cemento amianto, le schiume all'urea-formaldeide; questi liberano sostanze potenzialmente pericolose ed essendo particolarmente impermeabili pregiudicano la traspirabilità delle pareti. Purtroppo, grazie alla praticità di installazione e ai prezzi contenuti sono proprio questi i materiali di più largo utilizzo.
In generale, gli isolanti termici sono materiali d'origine organica o minerale, discontinui e porosi, a bassa densità, come fibra di vetro, pomice, sughero, vermiculite, polistirene, poliuretano, perlite, ecc. A seconda dei casi, sono adoperati sfusi o sotto forma di schiume, pannelli rigidi, materassini e feltri. Oltre ad essere sorgenti di sostanze inquinanti, i materiali usati per l’isolamento degli edifici, a causa delle loro caratteristiche, possono a volte assorbire sostanze chimiche provenienti da altri processi di lavorazione, come ad esempio la pittura, e ri-emetterli successivamente.
Le fibre minerali come la lana di roccia o di vetro possono produrre polveri molto fini che penetrano anche attraverso aperture piccolissime e a contatto con la pelle possono dare allergie o irritazioni; se vengono invece respirate si sospetta che tali polveri possano essere addirittura cancerogene. Le fibre minerali inoltre, se a contatto con umidità, perdono le capacità di isolamento. L’amianto, tra le fibre minerali, è stato in passato di ampio utilizzo come isolante; è quindi possibile ritrovarlo tra i vari sistemi di isolamento presenti negli edifici.
La schiuma isolante di urea-formaldeide, detta UFFI, venne principalmente utilizzata durante gli anni ’70 come un mezzo per riempire ed isolare le cavità dei muri degli edifici. In seguito all’applicazione, sono stati però rilevati alti livelli di formaldeide che, liberata velocemente da questo prodotto nella fase iniziale, diminuisce rapidamente dopo pochi mesi dall’applicazione, fino a raggiungere livelli molto bassi dopo alcuni anni.
Esistono poi diversi tipi di schiume isolanti: polistirene, poliuretano, poliisocianurato, ecc. I pannelli di isolamento in polistirolo (o polistirene espanso sinterizzato, EPS) possono causare l'irritazione degli occhi, del naso e dell'apparato respiratorio; emicrania, affaticamento, confusione, capogiri, sonnolenza, debolezza, possibili disturbi al fegato e all’apparato riproduttivo. Molti di questi pannelli di isolamento, inoltre, possono contenere altre fonti di inquinamento indoor derivanti dall’uso di resine plastiche riciclate.
Anche i sistemi di isolamento acustico per pareti e contro-soffitti sono ampiamente usati negli edifici. Il principale materiale utilizzato è il poliuretano. Considerate le grandi aree da coprire, va posta particolare attenzione non solo al tipo di materiali da utilizzare, ma anche alle procedure di messa in opera, di manutenzione e di rimozione. I pannelli fonoassorbenti sono, infatti, costituiti da materiali porosi attraverso i quali possono essere assorbite alcune sostanze chimiche nocive, dovute ad esempio ai processi di fissaggio, che possono essere ri-emesse successivamente.

Accorgimenti

  • Selezionare sistemi di isolamento di pareti e contro-soffitti privi di formaldeide.
  • Ventilare sufficientemente durante e dopo l'installazione dei materiali di rivestimento.
  • Rimuovere eventuali pannelli bagnati o inumiditi per evitare contaminazioni da muffa.
  • Seguire le giuste procedure di montaggio. Gli agenti inquinanti rilasciati per un breve periodo da alcuni materiali di rifinitura subito dopo la loro applicazione (adesivi, sigillanti, componenti per la di verniciatura, prodotti composti di legno, preservanti, rivestimenti e vernice per legno, riempitori di giunti di dilatazione, tutti i rivestimenti duri che richiedono installazione adesiva, etc.), possono essere adsorbiti dai materiali dei contro-soffitti e dei rivestimenti delle pareti, essendo essi composti da materiali di natura porosa e adsorbente. Questi potrebbero a loro volta trasformarsi in depositi di sostanze che si liberano successivamente o che promuovono il successivo sviluppo di muffa.
  • Verificare che sia i pannelli di isolamento acustico che termico, non contengano amianto deteriorato che possa comportare l’emissione di fibre altamente dannose per la salute.